All’aeroporto di San Francisco nasce la Wag Brigade, alla lettera brigata scodinzolante. Si tratta di alcuni cani ingaggiati come hostess. Il loro ruolo all’interno dello scalo è quello di dare conforto e rendere meno snervante l’attesa del volo o le interminabili file per l’imbarco.

 

L’idea è nata proprio in questi giorni di vacanze natalizie per distrarre i numerosi viaggiatori: ai cani della Wag Brigade è stato fatto indossare un gilet grigio con la scritta “accarezzami” con l’intento di rendere più rilassati i passeggeri.

I cani della Wag brigade sono addestrati e tutti estremamente docili, pertanto anche coloro che non hanno una grande passione per gli animali non rischiano di sentirsi in pericolo. I cani sono infatti addestrati dal servizio per la protezione animali di San Francisco ed hanno già un curriculum piuttosto ampio, avendo accumulato esperienza presso scuole, case per anziani e come cani da terapia.

 

Accarezzare un cane ha come effetto quello di distendere i nervi e sentirsi più predisposti sia all’attesa del volo che al viaggio in sé. La Wag Brigade vanta otto componenti tra cui Toby, un Goldendoodle (per metà Barboncino e per l’altra Golden Retriever) di 3 anni e Donner, un Labrador nero. Diversi per taglia e colore, gli 8 amici a quattro zampe, con i rispettivi accompagnatori, si aggirano tra i passeggeri almeno una volta al giorno.

Il progetto risulta benefico sia per gli animali, che si sentono coccolati e amati, sia per i viaggiatori che si rilassano. Il successo ottenuto dall’iniziativa ha fatto ipotizzare che essa possa non concludersi con la fine delle feste.

 

L’aeroporto di San Francisco, però, non è l’unico che ha adottato un metodo per rilassare i viaggiatori grazie ai cani hostess. Infatti, a Fort Lauderdale sono stati assunti sei cani e a Miami è già dal febbraio 2012 che è presente Casey, un Golden Retriever di 5 anni. Infine, a Los Angeles, è stato attivato il Pup (Pet Unstressing Passengers) che conta già ben 19 cani. L’ottima riuscita di tutte queste iniziative fa pensare, e sperare, in una loro ulteriore diffusione.