Boris, un animale veramente sfortunato è stato trovato in penose condizioni di salute, senza pelo, ferito e afflitto dalla congiuntivite, piangeva giorno e notte.

Boris1Dopo mesi e mesi di sofferenze, Boris è stato finalmente liberato grazie all’intervento delle Guardie Zoofile LNDC (Lega Nazione per la Difesa del cane di Apuania) del Nucleo provinciale di Massa coordinato da Roberto Guelfi, presidente locale di Lega Nazionale per la Difesa del Cane, e di due agenti della polizia municipale.

Quello che un tempo era uno splendido cane si era trasformato in un povero essere senza più pelo, con gli occhi malati, ferito nel corpo e nell’anima, perennemente legato a una corda e con un pagliericcio come unico riparo.

A fare la segnalazione alle guardie zoofile LNDC era stato un privato cittadino, impietosito dalle condizioni in cui si trovava il diseredato animale che piangeva giorno e notte.

Da quando era stata fatta la comunicazione, il nucleo GZV si era recato per ben tre volte presso l’abitazione nel cui cortile veniva “detenuto” Boris, per avvertire i proprietari dello stato di maltrattamento dell’animale ma senza mai ottenere da loro una reale presa di coscienza della situazione. Così è scattato l’intervento risolutivo.

Al momento dell’arrivo di GZV e polizia municipale “Boris, che da tempo non veniva visitato da un veterinario, dal punto di vista dell’alimentazione era nella norma ma per quanto riguarda il resto faceva un gran pena indicibile soltanto a guardarlo” – racconta Guelfi, presidente di Lega del Cane Apuania – “il suo corpo, per colpa di una dermatite acuta ed evidentemente mai curata era privo di pelo e presentava varie lesioni anche su muso e orecchie. Inoltre era affetto da una congiuntivite agli occhi”.

L’infelice creatura, sequestrata e affidata a LNDC, ora si trova al sicuro curata e accudita con amore. Mentre i suoi padroni sono stati denunciati per maltrattamento di animali reato per il quale, secondo l’articolo 544 ter del codice penale, è prevista la pena della reclusione da tre a diciotto mesi di carcere o una multa da 5mila a 30mila euro.