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L’architetto Vito Luigi Pellegrino, 43 anni, da ragazzo aveva un cane, un pastore tedesco, al quale aveva dato il nome Foof. Per questo non ha avuto esitazioni quando si è trattato di scegliere il nome da dare alla struttura dedicata ai quattro zampe.

Foof è un parco tematico, un rifugio per cani randagi, un allevamento, ma il vero pregio è il suo museo, tra i primi al mondo, ad essere interamente dedicato al cane. Il museo ospita una collezione di oltre 120 collari: si possono ammirare esemplari risalenti all’epoca romana fino ai più contemporanei, passando per quelli medioevali e barocchi.

«Gli spazi museali, interni e esterni», prosegue il professionista campano, «ospitano opere di arte accomunate da un elemento ispiratore: “il cane”.

Il museo, insieme a un rifugio, a un resort per cani e a un allevamento di cani di razza gestito da terzi, è nato tre anni fa e fa parte di un complesso nato quattro anni prima lì dove c’era solo un canile. L’attuale area di ventimila metri quadrati a breve si estenderà a settantamila: Foof, infatti, ha comprato il padiglione che il Brasile aveva installato ad Expo Milano.

«Nato come progetto per riqualificare un rifugio per cani abbandonati, per renderlo ospitale al grande pubblico e favorire l’adozione dei suoi ospiti, Foof non solo dà ricovero ai cani ma trasforma la concezione del canile come spazio malinconico e luogo di malcontento in un’esperienza positiva e piacevole. I cani sono liberi di correre, muoversi e si spera di trovare per loro una famiglia adottiva. Per chi non può adottare c’è la possibilità di fare visite a piacimento e portare gli animali a spasso», dice l’architetto Pellegrino.

In contemporanea è sorto anche il “Plana Resort”: dotato di 44 camere e 14 lodge sul lago, fa parte dell’Ecoparco del Mediterraneo. Le camere Foof sono riservate agli ospiti con animali domestici e dispongono di un giardino.

«Lo scorso anno», conclude Pellegrino, «abbiamo avuto circa 40mila visitatori, il biglietto di ingresso è di 5 euro per gli adulti e 3 per i bambini. Lavoriamo molto con le scolaresche, ma la soddisfazione più grande l’abbiamo quando persone che sono venute in visita al museo tornano a casa con uno dei cani ospiti del nostro rifugio perché hanno deciso di adottarlo».

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