Il Tribunale di Bologna ha emesso un decreto penale di condanna a carico di M.M., titolare di un ristorante di Zola Predosa per il reato di detenzione di animali in condizioni incompatibili, lo ha comunicato la Lega Anti Vivisezione (LAV).

CAIMANI-LAVIl tribunale ha disposto il sequestro degli animali. M.M. si è opposto al Decreto penale e quindi dovrà affrontare un processo ordinario. La Procura, intanto, ha affidato la custodia dei caimani al Crase di Semproniano (Grosseto) che ne ha curato il trasferimento dal ristorante al centro di recupero.

La denuncia è stata presentata dal Servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato nel 2014 in seguito al sopralluogo del Nirda.

“I caimani erano tenuti in loculi piccolissimi, con una pavimentazione non idonea, con poca acqua spesso sporca, senza alcun arricchimento ambientale e senza possibilità di nascondersi alla vista del pubblico,” dichiara la LAV.

“Ci chiediamo come sia stato possibile che per anni e nonostante le segnalazioni, la ASL e il Comune abbiano legittimato la detenzione dei caimani, palesemente incompatibile con le loro esigenze etologiche, ma anche in contrasto con L.R. 17 febbraio 2005, n. 5 che vieta, senza deroga, l’utilizzo o l’esposizione di animali a titolo di richiamo od attrazione in ambienti o luoghi pubblici”.