Chiunque possieda un pet si sarà chiesto almeno una volta se il cosiddetto petfood o, detto più comunemente, il cibo industriale, non faccia male al proprio amico a quattro zampe.

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Quello dell’alimentazione rappresenta senza dubbio un argomento delicato da affrontare, perchè ha un grande impatto sullo stile di vita di cani e gatti e, cosa ancora più importante, sulla loro salute.

E se la maggior parte delle persone si affida al petfood, non senza qualche riserva, c’è anche chi reputa meglio preparare da sè il cibo al proprio amico peloso.

Purina ha realizzato con il patrocinio di A.N.M.V.I. il libro “Sfatiamo i miti sulla nutrizione degli animali da compagnia” . La presentazione della nuova uscita è stata l’occasione per riunire alcuni esperti del mondo degli animali e così sono emersi i 3 principali falsi miti da sfatare sull’alimentazione dei pets.

 

Il cibo fatto in casa NON è meglio di quello industriale

Il presidente dell’A.N.M.V.I., il medico veterinario Melosi, ha sottolineato come purtroppo ci sia una grande disinformazione circa questo tema, a causa anche della difficoltà di reperire notizie da fonti autorevoli, ed è proprio questa mancanza di sapere che porta a credere che il cibo fatto in casa sia meglio rispetto a quello industriale.

Questo è il primo mito da sfatare, o meglio, come fa notare il dottor Pier Paolo Mussa, docente di Tecnica Mangimistica ed Alimentazione degli Animali da Affezione all’Università degli Studi di Torino, la realtà è che è molto complicato preparare da sè il cibo per gli amici a quattro zampe: sono necessari ben 42 elementi nutritivi per soddisfare il loro fabbisogno, difficili da inserire negli alimenti preparati dietro ai fornelli.

Ha concluso il dottor Melosi: “Uno dei rischi maggiori di un’alimentazione preparata in casa è quindi quello di offrire una nutrizione non bilanciata, che può ripercuotersi sulla salute del pet sul medio-lungo periodo.”

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Petfood o cibo fatto in casa per i pets?

La vivisezione non serve a produrre petfood

Altro falso mito da sfatare è quello che riguarda la vivisezione. Sono in molti a credere che questa pratica sia necessaria per produrre petfood. Invece, è importante capire che la vivisezione non serve proprio a nulla: sono sufficienti normali esami delle urine, che dovrebbero peraltro svolgersi di routine, ed esami di palatabilità, necessari a testare l’appetibilità dei 4 zampe.

 

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Petfood: è la giusta scelta per il proprio cane?

Gli additivi nel petfood NON indicano droghe o sostanze nocive

E, infine, altra convinzione radicata è quella che il petfood contenga sostanze additive e droghe. A tal proposito il dottor Mussa ha dichiarato: “Il termine additivi indica in realtà gli integratori: fra questi vi sono ad esempio vitamine, oligoelementi e antiossidanti utili per garantire la completezza dell’alimento e una sua migliore conservazione. Perciò quando si legge “additivo” nella formulazione del petfood, non bisogna allarmarsi. L’utilizzo di droghe è poi da escludersi in quanto assolutamente vietato dalla severa normativa che regolamenta la produzione del petfood”.

È importante però verificare che i prodotti siano certificati e in regola: come? Grazie all’etichetta presente sul prodotto, che secondo la legislazione deve essere trasparente ed indicarne tutti i componenti. Con l’aiuto del medico veterinario, sarà così possibile capire se le caratteristiche sono adeguate e si potrà alimentare in completa sicurezza il proprio amico a quattro zampe!