È necessario prima di mettersi in viaggio con il proprio animale domestico informarsi attentamente  sulle varie regolamentazioni previste in materia sanitaria dai diversi paesi, considerando anche le patologie più a rischio per ogni zona.
Per chi volesse viaggiare con gli animali all’estero, è prassi per ogni stato europeo e non richiedere la vaccinazione antirabbica, da effettuare almeno un mese prima della partenza per la vacanza.
Inoltre tutti i paesi europei, gli USA e il Canada richiedono un Certificato che attesti la buona salute dell’animale: per ottenerlo è necessario recarsi presso un veterinario della ASL competente oppure presso un veterinario da questa autorizzato. Il Certificato è valido 30 giorni, anche se in alcuni paesi sono previste scadenze diverse: per questo, quando si programma la partenza è essenziale informarsi presso il Consolato del paese competente.
Il Certificato deve contenere essenzialmente due indicazioni: la prova del vaccino antirabbico, che deve risalire ad almeno 20 giorni prima, ma a non più di 11 mesi prima; e l’attestazione di piena salute rilasciata in seguito ad una visita eseguita lo stesso giorno della vaccinazione.
Per la Gran Bretagna sono invece previste norme più restrittive oltre al Certificato già indicato: gli animali potranno entrare nel paese solo se muniti di un apposito passaporto sanitario e di un microchip impiantato sottopelle che attesti l’identità dell’animale.
Sempre crescente il numero di strutture turistiche che accettano animali, soprattutto se di piccola taglia: richiesto comunque un extra giornaliero che, a seconda dei casi, comprende o meno il cibo.
Alcuni alberghi e campeggi sono muniti di apposite zone attrezzate con gabbie e cucce, mentre altri dispongono sistemazioni speciali per gli animali domestici, che possono alloggiare nella stessa camera dei padroni.
Per quanto riguarda le zone più pericolose per eventuali patologie infette, si segnala la Sardegna, per l’echinococco, un piccolo parassita che si stabilisce nell’intestino dei cani, e che può essere trasmesso agli animali domestici attraverso l’alimentazione con carni ovine o bovine infette. Per evitare la contaminazione, controllare sempre cosa mangia il cane, evitare di lasciarlo rovistare nei rifiuti, e, una volta concluso il viaggio, compiere un attento esame delle feci, che possono rivelare eventuali problematiche.
Molto a rischio è anche la zona del bacino del Mediterraneo, a causa dei pappataci, vettori della leishmaniosi. La malattia grave che porta da un precoce dimagrimento e ad una crescita eccessiva delle unghie; per prevenirla usare attentamente gli antiparassitari.