Dopo lunghe trattative, è stato siglato a fine settembre l’accordo tra le autorità portuali americane e alcuni investitori privati: l’Aeroporto Internazionale John F. Kennedy di New York avvierà un progetto da 35 milioni di dollari per realizzare una nuova, gigantesca, «sala d’aspetto» per animali.

Cani, gatti, uccelli, cavalli, ma anche esemplari esotici come leoni e tigri. Secondo l’USDA sono circa 70.000 gli animali che transitano ogni anno nell’aeroporto JFK, e le cifre sono in continuo aumento. E’ infatti ormai diffusa l’abitudine di viaggiare con i propri amici a quattro zampe, per i quali esistono addirittura compagnie aeree specializzate, per esempio la Animal Airways e la Pet Airways. Ancor più frequenti sono i trasferimenti internazionali di bestie da allevamento e animali di interesse zootecnico diretti a parchi naturali, centri di cura, eventi sportivi.
Il Vetport, la struttura newyorkese che ha accolto gli animali finora, sarà sostituito da una nuova area multifunzionale di oltre diecimila metri quadrati, con l’obiettivo di fornire un servizio più adeguato e lo scopo di sbaragliare la concorrenza nazionale e internazionale degli aeroporti di Miami, Los Angeles e Amsterdam. L’operazione è faraonica: la nuova sala d’attesa, la cui inaugurazione è prevista per l’autunno del 2013, creerà circa 190 nuovi posti di lavoro e dovrebbe fruttare, nei prossimi vent’anni, 50 milioni di dollari, a fronte dei 35 milioni investiti per la sua realizzazione.
Un enorme capannone inutilizzato e altri locali contigui diventeranno la sede di servizi di ogni genere, volti a ridurre lo stress psico-fisico che gli animali subiscono durante il trasporto: canili, gattili, uccelliere, stalle, aree di ristoro e di toelettatura, vasti recinti che garantiscano la possibilità di movimento, e ovviamente dormitori per il personale e per gli operatori sanitari. Una grande attenzione sarà riservata agli aspetti medici: il nuovo spazio sarà dotato di cliniche e ambulatori veterinari, sale chirurgiche specializzate e ampi spazi riservati alle quarantene degli esemplari provenienti da oltreoceano.