Sono tanti i pets che sono parte delle famiglie italiane: eppure erano equiparati ai beni pignorabili.
Un’ingiustizia che va rimossa, e che il governo ha deciso di eliminare.

pets impignorabili

”E’ inconcepibile che gli animali di affezione vengano equiparati a beni pignorabili, la normativa deve essere modificata. Una battaglia di civiltà che portiamo avanti da tempo e che concluderemo solo con l’entrata in vigore dell’emendamento che abolisce questa crudeltà” ha affermato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che aveva già espresso la propria contrarietà, a proposito della presentazione di un emendamento del ministero per modificare il primo comma dell’articolo 514 del codice di procedura civile, quello che prevede la pignorabilità degli animali da compagnia e domestici.
”Questi animali sono considerati alla stregua di beni del loro proprietario – ha spiegato il ministro – ma in realtà in nessuna delle norme che regolamentano la ‘tenuta’ di tali animali è prevista la loro idoneità ad essere oggetto di pignoramento”.

“Il ministro Orlando – ha dichiarato il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, a proposito della revisione della normativa – condividendo la necessità di superare l’attuale impostazione legislativa e cancellare la pignorabilità degli animali di affezione, ha spiegato che a tale scopo è pronto un emendamento del governo concordato anche con il ministro dell’Ambiente Galletti all’art. 6 del Collegato Ambientale ora in discussione al Senato”.

Secondo l’emendamento, diventeranno ”impignorabili gli animali di affezione o da compagnia tenuti presso la casa del debitore o negli altri luoghi a lui appartenenti, senza fini produttivi, alimentari o commerciali; gli animali impiegati a fini terapeutici o di assistenza del debitore, del coniuge, del convivente o dei figli”