L’amore di un cane per una persona può avere anche un effetto terapeutico. La Pet Therapy è una co-terapia che affianca le cure del medico per molti pazienti affetti da diverse patologie. Si tratta di un insieme di attività integrative nel percorso di riabilitazione per soggetti che, proprio grazie agli amici cani e alla guida di personale esperto, possono affrontare le loro cure con maggiori benefici, sia dal lato clinico sia dal lato emotivo. Una terapia dolce, nata negli Stati Uniti negli anni ’50, che ha aiutato molti dottori nel coinvolgere anche quei pazienti altrimenti spontaneamente poco collaborativi nel seguire le indicazioni mediche.

In Italia, secondo l’ultimo rapporto ufficiale del Centro di referenza nazionale per gli interventi assistiti con gli animali, datato giugno 2012, sono stati registrati su tutto il territorio 194 strutture che svolgono Pet Therapy; un numero in crescita che “ha raggiunto oggi probabilmente quota 250 – spiega a Petsparadise.it la dott.ssa Camilla Siliprandi, medico veterinario e consulente del CRN -. Stiamo portando avanti questo censimento, anche perchè chi svolge Pet Therapy dovrebbe registarsi al CRN. Le regioni con il maggior numero di strutture censite sono la Lombardia ed il Veneto”.

Patrizia Spada, responsabile delle attività di Pet Therapy dell’Associazione Dog4Life Onlus, che opera in particolare con l’Associazione Unità Spinale Niguarda, ci aiuta a capire più nel dettaglio in che cosa consiste l’attività terapeutica con gli animali.

 

Che valore aggiunto può dare un’attività di Pet Therapy in un percorso riabilitativo per un paziente?

In un ambiente come un ospedale e, nel nostro caso, l’Unità Spinale Unipolare di Niguarda, il cane in primo luogo provoca un miglioramento del tono dell’umore e dello stato psicologico dei pazienti. Gli animali che impieghiamo sono degli ottimi stimolatori di sorrisi e divertimento. Un altro vantaggio è che l’animale non vede la disabilità ma la persona, non giudica, non critica, fornisce accettazione e approvazione senza riserve. L’animale è un facilitatore ed a volte la terapia diventa inconsapevole. Un esempio? Se devo riabilitare un arto superiore sollevandolo in alto e subito dopo abbassandolo, il movimento può essere faticoso, a volte doloroso e spesso un po’ noioso … ma se facciamo lo stesso movimento lanciando una pallina al cane la terapia diventa assolutamente più divertente.

 

Ci sono dei vantaggi anche per i nostri amici cani? Anche loro, insomma, ne traggono beneficio?
Solo un animale sereno, equilibrato e felice può essere utile ai nostri scopi. Per questo tutti i nostri interventi prevedono l’impiego di animali che amano stare con le persone, che ne cercano il contatto. Anche i nostri programmi di educazione e addestramento del cane impiegato nella Pet Therapy sono privi di stress o coercizione, sono infatti fondati sulla comunicazione, la motivazione, la cooperazione ed il gioco. Per i nostri cani la parola Pet Therapy equivale a: “evviva, si gioca!”

 

Quanto può durare la Pet Therapy per un paziente?
Per i pazienti ricoverati in Unità Spinale la durata del ricovero non viene quantificata in giorni ma in mesi. A seconda dei casi, la durata del periodo prima delle dimissioni è intorno ai 4 mesi. Non appena il paziente è in grado di spostarsi con la sedia a rotelle si iniziano le attività con i cani fino alle dimissioni.

 

I rapporti che si sviluppano tra cane e paziente sono limitati al momento delle attività terapeutiche o in alcuni casi proseguono anche oltre l’ambito ospedaliero?
Passando molti mesi insieme, con incontri settimanali, tra paziente e cani si crea un rapporto di grande affetto. Anche con gli operatori di Pet Therapy molto spesso i pazienti legano, creando un bel rapporto di amicizia. Sta di fatto che, prima delle dimissioni dall’ospedale, c’è un gran scambio di numeri di cellulare, indirizzi di posta elettronica, profili di Facebook. Altrettanto spesso succede che al rientro a casa, quando la propria vita viene ripianificata, il paziente decida di prendersi un compagno a 4 zampe. Nei mesi in ospedale i pazienti hanno imparato a conoscere i cani, approfondire anche nozioni di etologia ed a sperimentare in prima persona l’educazione di base del cane.

 

Come può un cane prepararsi per diventare “membro dello staff” di una terapia riabilitativa?
Non tutti i cani sono adatti agli interventi di Pet Therapy e non è una questione di razza ma di caratteristiche caratteriali dell’animale. La preparazione non è solo del cane ma anche del conduttore, infatti si parla di “binomio”. Cane e conduttore devono essere un team di lavoro affiatato.

 

Chi può richiedere la Pet Therapy? E come?
Le strutture possono essere, ospedali, hospice, centri diurni disabili, residenze sanitario assistenziali per disabili, centri psico geriatrici, centri psichiatrici, case di riposo, asili nido, etc. Per fare Pet Therapy sono inoltre fondamentali gli sponsor, ed anche noi di Dog4Life ed AUS Niguarda siamo alla ricerca di uno sponsor che ci supporti nelle nostre attività.