Gli animalisti chiedono l’abolizione del Palio di Siena dopo la morte della cavalla di sette anni.

Periclea si è infortunata in modo serio durante le prove del Palio di Siena in piazza del Campo.

horse-raceÈ inciampata negli arti posteriori del cavallo che la precedeva ed è stata soccorsa, ma non c’è stato nulla da fare.

“L’incidente è attribuibile a una fatalità non preventivabile. Al cavallo è stata diagnosticata una frattura di radio e ulna la cui complessità ha indotto il chirurgo, dopo attenta valutazione, a non tentare la riduzione della lesione”, ha detto Guido Castellano, veterinario del Comune di Siena.

“Non mi stancherò mai di ripetere ciò che vado dicendo da anni. Il Palio di Siena è una manifestazione pericolosissima per i cavalli. Non ci sono misure di sicurezza che tengano: va abolito e basta”. E’ il commento dell’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente.

Da ministro del Turismo, Brambilla si era opposta all’inserimento del Palio nella lista dei candidati italiani da presentare alla commissione Unesco per il riconoscimento del titolo di “Patrimonio dell’umanità”.

“Non solo non è un patrimonio dell’umanità – aggiunge la deputata animalista – ma offusca l’immagine del nostro Paese all’estero, è uno spettacolo insensato e crudele che può entusiasmare alcuni, ma fa inorridire milioni di altri, italiani e stranieri, e certamente tutti coloro che amano e rispettano gli animali. Oggi la cavalla Periclea ha pagato con la vita il tributo ad una tradizione che non ha più alcuna ragione di esistere, se non per l’interesse e l’egoismo di pochi. Veramente adesso basta”.

Per la Lav, la Lega antivivisezione, “Il palio si conferma come una delle manifestazioni più pericolose in assoluto. Circa 50 cavalli sono morti dal 1970 a oggi, senza contare quelli di cui non si è mai avuta notizia, e dimostra che a nulla possono valere le misure di sicurezza introdotte dall’Ordinanza del ministero della Salute e predisposte già dallo stesso regolamento del palio”.

“È davvero un’indecenza che ancora oggi nel nostro paese si spacci questo macello a cielo aperto come un evento culturale, addirittura trasmesso in diretta, quando invece dovrebbe essere abolito, così come tutte le altre manifestazioni di questo tipo che funestano l’Italia, da nord a sud”, conclude la Lav.