Nuova campagna pubblicitaria di sensibilizzazione della Peta: a sfilare questa volta sono gli animali, vestiti di tutto punto e a proporre al pubblico nuovi abiti … in pelle umana!

Decisamente di forte impatto è la campagna di informazione e sensibilizzazione promossa dalla famosa organizzazione internazionale per il trattamento etico degli animali, la Peta. Il filmato si apre con una vera e propria sfilata di strane creature che sfoggiano, di fronte ad un vasto pubblico estasiato per le nuove proposte fashion, un look decisamente particolare. La novità è che queste strane creature, che si succedono sulla passerella, indossano abiti rigorosamente realizzati in pelle umana. Addirittura uno dei vestiti è realizzato con uno stravagante collage di centinaia di braccia umane. La folla si mostra entusiasta per le nuove opere e per la qualità degli abiti, quando uno dei modelli, dopo aver sfilato, slaccia la maschera e rivela la sua identità: una delle misteriose creature protagoniste dello spot è una volpe. Intanto l’inquadratura va a raccogliere la scena dietro le quinte, inquadrando brevemente i camerini dei modelli-animali che stanno sfilando e infilandosi in uno stanzino buio ed inquietante. A questo punto si vede pelle umana lasciata stesa ad asciugare, braccia ed arti vari stesi mentre la telecamera continua ad avanzare. Si intravedono due gabbie con delle creature all’interno: si tratta di due donne, completamente nude e che cercano disperatamente protezione afferrando, con il volto angosciato per lo spavento, le sbarre di metallo della loro piccola prigione che le costringe rannicchiate.
La telecamera ruota la sua inquadratura, spostandola su una gabbia più piccola contenente un bambina, rannicchiata, in lacrime, terrorizzata per quello che sta accadendo.
Ogni anno, fa sapere la Peta, al termine di questo scioccante spot pubblicitario, centinaia di migliaia di animali subiscono lo stesso trattamento: prigionia, tortura e uccisione, semplicemente per decorare qualche capo di abbigliamento. Rinchiusi in piccole gabbie vengono strappati alla loro famiglia, al loro habitat solo per alimentare un vizio tipico solo del genere umano. Ma vedere tutto dal punto di vista degli animali ha probabilmente tutto un altro effetto.