Pet therapy per malati terminali al fine di dare loro tutte le attenzioni e l’affetto che i cuccioli sanno dare ai propri padroni: questa l’iniziativa degli hospice di Firenze.

Il termine inglese pet therapy può essere tradotto in italiano come zooterapia e consiste nella tenera interazione tra umano ed animale. Normalmente questo tipo di terapia si affianca ad altre già in corso e lo scopo è quello di affrontare la malattia in maniera più positiva.
Un atteggiamento più aperto e gioioso, infatti, aiuta il percorso di guarigione.
In altri casi, la presenza costante di un animale al fianco, di cui prendersi cura e dal quale lasciarsi coccolare, rappresenta un’occasione per migliorare la persona anche dal punto di vista neurologico e dell’approccio relazionale in società.

pet therapy hospice firenze
Pet Therapy negli hospice di Firenze

L’iniziativa fiorentina si basa proprio su questo concetto e vedrà i pets nei tre hospice cittadini: Le Oblate, San Giovanni di Dio e San Felice a Ema. Il principio è proprio quello di permettere ai pazienti di restare in contatto con il proprio felino o il proprio cane all’interno della struttura. In essa, infatti, gli ospiti trascorrono l’ultima fase della loro vita, in quanto affetti da mali incurabili. L’appoggio costante ed affettuoso dell’animale, come si è potuto sperimentalmente accertare, migliora l’umore e rende più sereni.

L’iniziativa si colloca all’interno di numerose altre analoghe ad essa. Ormai, la pet therapy non rappresenta una semplice supposizione, ma la sua efficacia è scientificamente provata. Cani e gatti vengono usati non solo con anziani e malati terminali, ma anche per i bambini malati di tumore. Risposte positive sono state riscontrate anche con altri animali, quali conigli, cavalli o asinelli. Gli equini hanno dato ottimi risultati soprattutto per quanto riguarda i pazienti autistici.

Ovviamente, per quanto riguarda l’iniziativa proposta dagli hospice di Firenze, il compito dei familiari non è affatto secondario. In primo luogo va accertato e certificato lo stato di salute ottimale dell’animale e, inoltre, ai parenti è affidato il compito di farli passeggiare. All’anziano, invece, tocca farlo integrare all’interno della casa di cura.

 

 

Roberta Ravelli