La filaria (Dirofilaria immitis) è un verme sottile e lungo 30 cm che viene trasmesso dalle zanzare ad alcune specie animali: cane, gatto e furetto. Il parassita inizialmente microscopico circola nel sangue per poi svilupparsi nel cuore e nei polmoni dell’animale colpito. Il processo genera la filariosi.

Prima d’iniziare il trattamento è opportuno che l’animale affetto dalla patologia sia sottoposto ad esami ematici e ad ecocardiogramma, utile al fine di monitorare le lesioni provocate dal parassita.

Il risultato dell’indagine fatta tramite ecocardiogramma può rilevare due diverse tipologie di esito: riscontrare un risultato positivo facilmente curabile o uno più complesso, che necessita di una terapia più accurata e destinata ad un periodo di trattamento più lungo rispetto al primo caso.

Nel caso in cui non si riscontrassero danni importanti agli organi dell’animale, la terapia da seguire consisterebbe nell’assunzione per via intramuscolare della melarsomina, un medicinale a base di arsenico che inibisce la vitalità del parassita sino ad ucciderlo. È opportuno effettuare due iniezioni a distanza di 24 ore l’una dall’altra.

Successivamente dopo una pausa di un mese, occorre ripetere la terapia, rieffettuando altre due iniezioni, purché si rispetti sempre la distanza delle 24 ore. Questo metodo terapico permette una guarigione graduale preservando l’animale colpito da eventuali intolleranze al farmaco, che se somministrato in alto quantitativo risulterebbe dannoso e provocherebbe gravi effetti collaterali. Negli animali a rischio è prudente dimuire il numero di iniezioni da due ad una soltanto.

Dopo la terapia l’animale dev’essere sottoposto ad un regime di riposo. Si faccia attenzione all’ eliminazione delle feci prodotte, giacché focolare nocivo di parassiti morti. Un accumulo di parassiti non più vitali se non espulsi può essere causa di embolo, pertanto accertarsi che l’animale colpito espella regolarmente e non trattenga le feci.

Nei casi in cui lo sviluppo del parassita sia elevato, l’utilizzo della melasormina è associato ad una cura in abbinamento, valutata individualmente dal veterinario e basata su antiparassitari specifici, che sicuramente appesantirebbero la cura ma ne potenzierebbero l’efficacia.