Il primo fortunato fu Tommasino, gatto randagio romano, accolto in casa dalla signora Maria Assunta. Prima della sua morte, avvenuta nel 2011 all’età di 94 anni, Maria Assunta decise di lasciare in eredità a Tommasino un patrimonio di circa 10 milioni di euro in immobili. Giornali e televisioni ripresero ovviamente con grande clamore questa notizia. Un anno dopo la dea bendata degli animali baciò Chicco, barboncino di Caserta, il quale ereditò la somma di due milioni di euro da Nicoletta, la sua padrona 84enne originaria di Tagliacozzo (L’Aquila). Due casi incredibili in cui l’amore per gli animali si incontra con grandi patrimoni, dando origine a storie incredibili.

Dunque è davvero possibile lasciare un’eredità al proprio animale domestico? In realtà no. Anzi, non proprio.

La legge italiana non consente ai nostri cani, gatti, conigli, tartarughe o qualsiasi altro animale delle nostre case la possibilità di ricevere direttamente un patrimonio in successione, come chiarisce per Pets Paradise il dott.Andrea Lodi, praticante abilitato e specializzato in professioni legali: “In Italia non è possibile lasciare beni in eredità ai propri animali. Sebbene non ci sia una specifica norma che lo vieti, le disposizioni in tema di capacità giuridica (che consente ad un soggetto di essere titolare di diritti e di doveri – art. 1 c.c.) e capacità di succedere (cioè di ricevere per testamento – art. 462 c.c.), sono inequivocabilmente formulate con esclusivo riguardo alle “persone fisiche”.

La soluzione per assicurare un futuro sereno al proprio animale, lasciando comunque una eredità al cucciolo, c’è: “a chi vuole, dopo la morte, garantire un certo “tenore di vita” al proprio animale rimane comunque la possibilità di devolvere i propri beni ad un ente o ad una persona, alla specifica condizione che questi compiano le operazioni di cura e assistenza desiderate”.

Fu per questa ragione infatti che il patrimonio di 10 milioni del gatto Tommasino venne dato in gestione a Stefania, l’infermiera della padrona Maria Assunta, mentre per il cagnolino Chicco venne nominato esecutore testamentario l’avvocato Lucia Esposito, che aveva proprio aiutato la signora a scrivere il testamento.