Tra gli errori più comuni è quello di prendere un animale sulla scia dell’entusiasmo emotivo, ad es. a Natale, dopo il film “Gli Aristogatti” le case degli americani si riempirono di gatti e idem accadde dopo quello de: “La carica dei 101”…Per poi ritrovarsi con i canili pieni zeppi di dalmata abbandonati, perché ingestibili.
Nessuno aveva pensato, preso dall’emozione del momento dovuta al film, che il dalmata è un cane di origine venatoria, impegnativo e difficile, con un carattere non docile e testardo, con una iperattività caratteriale capace di “ribaltare” la casa, figuriamoci che cosa poteva fare stretto in un appartamento.
Fatte queste premesse, andiamo a riflettere su che cosa poter mettere nella “calza della Befana” del nostro amico a quattro zampe, sia esso cane oppure gatto. Inutile soffermarci ancora sui sentimenti, quelli veri, duraturi, sulla cultura, sull’informarsi delle abitudini della razza del nostro amico, per poterlo meglio accontentare e gestire.

LA CALZA DEL CANE. Nella calza, oltre che costanza, mettiamo pazienza e informazione, utile a sapere, ad esempio, che il cioccolato o i dolci sono per il delicato equilibrio digestivo del cane, come cazzotti sullo stomaco o una leggera dose di stricnina o arsenico…Il fegato del cane, infatti, è quello di un predatore-onnivoro grazie all’evoluzione della sua specie, si, ma idoneo a digerire cibi crudi, anche non freschissimi, non caldi, ma a temperatura ambiente, che si possono trovare in natura. Per questo motivo digerire un dolce o un cioccolatino provocano uno sforzo enorme al fegato, che finisce con l’ingrossarsi e può provocare manifestazioni cutanee come: eczemi, macchie rossastre, perdita di peli, vomito, dissenteria. Quindi, nella calza della Befana del nostro amico, al bando i dolci.
Se proprio vogliamo fargli un regalino, in commercio si trovano bocconcini idonei ( non zuccherati) in forma di bon-bon ( la qual cosa piace all’uomo, ma è del tutto indifferente al cane, che è interessato al sapore), nei negozi specializzati, come ossi in budello in varie forme, che non sporcano la casa, a differenza dei classici ossi “ di ginocchio” regalati dal macellaio di fiducia, appetibili per il cane, ma che , trascinati per tutta casa, lasciano scie sanguinolente o grasse dappertutto, oltreché cattivi odori. Un’altra cosa da inserire nella calza, sempre per il cane, è un buon shampoo antipulci , una spugna per il bagno, una bella spazzola a seconda del tipo di pelo del nostro amico, poi salviettine disinfettanti per la pulizia delle orecchie, una bella cuccia di stoffa per farlo dormire in casa ( e non fuori!), imbottita, un pile dedicato a lui per riscaldare le notti più fredde, le classiche “pipette” antipulci e antizecche. Inutile mettere nella calza cose inutili che piacciono a noi, meglio essere pratici e pensare al bene del cane, invece. Spesso si vedono in giro cani con cappottini firmati e collari infiocchettati, che si grattano furiosamente, perché nessuno ha messo loro l’antipulci…Una contraddizione umana da deprecare e..correggere.. Meglio spendere quella ventina di euro per questi prodotti disinfettanti, piuttosto che per sciocchezze inutili. Lo stesso valga per i farmaci “sterminatori”, da somministrare ogni sei mesi, sempre su consiglio e ricetta del veterinario, ciò valga anche per la cura del libretto delle vaccinazioni del cane. Nella calza sarebbe utile anche un bel collare morbido, ma robusto, vanno bene quelli in ecopelle , caldi (d’inverno) e in stoffa intrecciata ( in estate). Va sempre benissimo la pelle vera, molto male anzi, da mettere al bando, quelli a “strozzo” in acciaio, che tolgono il respiro al cane e gli provocano lesioni alla trachea, a volte anche la morte, se l’animale viene strattonato con violenza. Va bene un bel guinzaglio allungabile o normale, cioè pensiamo a cio’ che fa piacere al cane: andare a spasso col proprietario. Inutili i cappotti, se il cane è superiore ai 5-6 Kg. Una buona cosa da inserire in calza è l’olio di fegato di merluzzo, esistono delle bottiglie in plastica nei negozi specializzati. Se ne versano alcune gocce sopra le crocchette, almeno una volta alla settimana: rendono il pelo lucido, fanno bene alla delicata pelle del cane e alla sua vista.

LA CALZA DEL GATTO. Il classico gomitolo va benissimo, oppure in commercio si trovano topolini, gadget , giochini e quant’altro possa far divertire il nostro amico, che per tutta la vita, a differenza del cane, è e resterà sempre un giocherellone, anche perché il suo istinto di caccia è primordiale e fortissimo. Il gatto è un predatore ed un carnivoro, a differenza del cane, la sua domesticazione è più recente: il nostro amico baffuto è e resterà un animale semi-selvatico, un felino, una piccola “ belva feroce” in casa. Certo, pensare questo lascia dei dubbi, quando lo vediamo ronfante, mentre fa tranquillamente le fusa sul nostro letto ( luogo preferito da tutti gli animali) o sul divano, al posto d’onore come un peluche, eppure è così.
Nella calza mettiamo queste conoscenze scientifiche per noi e il convincimento di amare un gatto perché è un individuo misterioso e selvaggio, non perché sembra un amabile pupazzetto vivente. Sono dei veri e propri delitti e andrebbero penalmente perseguiti, quelli di alcuni che fanno strappare gli artigli al gatto dal veterinario, per non avere tendaggi o mobili rovinati. Alcuni veterinari sono obiettori di coscienza per questi crimini. Il gatto va amato per quello che è. Nella calza della Befana vanno messe crocchette di marca e buone, delicate per l’intestino e del tipo “urinario”, cioè che non affaticano i reni, infatti il gatto domestico, specie se sterilizzato, è soggetto a patologie renali. Se ha il pelo lungo, provvediamo a inserire nella calza pettinini di acciaio per districare i nodi, spazzole e anche per lui, un ottimo antipulci, quanto mai necessario, se il pelo è lungo. Una scatolina di malto è indispensabile, serve per eliminare le palle di pelo ingoiate quando il gatto si pulisce con la lingua. Un bello shampoo a secco, se non ama essere lavato, sicuramente salviettine disinfettanti per pulire occhietti e orecchiette. No ai collari, che con l’abitudine del gatto di arrampicarsi ed infilarsi dappertutto, spesso ne hanno provocato lo strozzamento, no nemmeno a guinzagli: il gatto ama stare in casa, non è un cagnolino, odia essere legato e fare l’animale da circo. Si a un bellissimo cuscinone, possibilmente aperto ( il gatto non ama stare rinchiuso in una cuccia), morbidissimo e imbottito, caldo, da collocare ( e qui pochi lo sanno) in un posto abbastanza alto della casa. Va bene un tiragraffi ( sostituibile con un tronchetto di legno provvisto di corteccia), ok a ciotole in ceramica, porcellana o acciaio inossidabile. Il gatto ha un ottimo olfatto è odia la plastica, che conserva sempre un po’ l’odore dei cibi, a differenza dei sopraddetti materiali. Ok ad una bella lettiera e ad un’ottima “sabbietta” bianca per i bisognini e una paletta per la loro rimozione.