I cavalli sono esposti ad una grande quantità di microrganismi che sono potenziali cause di malattie. Questa esposizione dipende da fattori quali l’età, la posizione geografica, l’attività e la gestione dell’animale da parte dell’uomo. Ci sono anche fattori quali la condivisione di spazi con altri cavalli e di cambiamenti di habitat che si sommano agli effetti prodotti dallo stato generale e dalle caratterischtiche proprie di ogni razza che possono aumentare la sensibilta del cavallo di fronte alle malattie.

Come vedere se l’animale è sano? Se il suo sguardo è triste, gli occhi vuoti, la testa è sempre chinata verso il basso, il pelo non è lucido, ecc. è molto probabile che il cavallo sia ammalato. Perciò è necessario accorgersi della comparsa di questi segnali prima che il cavallo si ammali irrimediabilmente; in generale una buona prevenzione e visite veterinarie periodiche sono ottime soluzioni.
I principali segnali a cui prestare attenzione possono essere la respirazione accelerata. Il respiro di un cavallo sano varia tra gli 8 e 12 respiri al minuto e il battito cardiaco è di circa 36-42 battiti al minuto. Un altro segnale di malessere si ha se il cavallo si sdraia al suolo o si rifiuta di camminare. Per quello che riguarda la parte intestinale dobbiamo prestare attenzione alla dimensione delle feci: le feci piccole, liquide o di un colore strano, o l’urina scolorita sono segnali d’allarme sulla sua salute.
Non sono da sottovalutare le zoppicature che sono facili da vedere ma possono diventare gravi malattie se trascurate.
L’azoturia (patologia muscolare legata allo sforzo fisico) si manifesta con crampi o spasmi che, di solito, colpiscono le zampe posteriori del cavallo.
Si verificano quando l’animale esegue esercizio fisico intenso dopo avere goduto di un periodo di riposo. I segnali evidenti di azoturia li notiamo quando rallenta improvvisamente e senza ragione apparente l’andatura e/o se inizia a sudare irrigidendo i muscoli.
In questi casi occorre smontare immediatamente da cavallo per farlo riposare; bisogna poi impedirgli un movimento eccessivo e tenerlo al caldo.
Un altra malattia è la scabbia che colpisce la pelle. Infatti la pelle è costantemente esposta ad agenti esterni e parassiti; oltre ad essere estremamente fastidiosi per l’animale, possono rappresentare un grave rischio per la sua vita.
Durante la stagione calda, quando le zanzare proliferano (uno dei principali vettori di tali malattie), si ha un incremento di episodi di scabbia. Per prevenirla bisogna tenere molto pulita sia la stalla che il cavallo.
Se il cavallo contrae la scabbia sentirà un forte prurito ed il pelo ben presto diventerà opaco e pieno di croste e vesciche.
Esistono diversi tipi di scabbia: una è la scabbia sarcoptica che è originata da un parassita che entra nella pelle del cavallo per deporvi le uova. Questo tipo di parassita si riproduce nella testa (labbra, occhi e orecchie), nella schiena, nel collo e nel garrese.
Un’altra è la scabbia demolettica che è tipica delle zone molto pelose del corpo e delle articolazioni.
La trasmissione di solito avviene attraverso il contatto diretto con il parassita causando un prurito intenso.
L’animale reagisce al prurito scuotendo la testa violentemente.
Per curare la scabbia si deve tagliare il pelo, anche sulla criniera, e pulire sovente la pelle con spazzola morbida, acqua e sapone (In particolare nelle zone in cui è comparsa la scabbia). Inoltre conviene lasciare l’animale all’aperto.