L’Enpa (l’Ente Nazionale Protezione Animali) ha lanciato pubblicamente, in seguito ad un’attenta analisi delle statistiche relative ai ferimenti e alle uccisioni di animali non appartenenti alle specie cacciabili, un allarme carico di preoccupazione che coinvolge tutta la società civile.

 

L’ultimo caso a cui fa riferimento l’Enpa è accaduto nel territorio pistoiese ed ha avuto come protagonista una gatta di nome Gianna. Lo sventurato felino è stato rinvenuto in condizioni molto critiche mentre trascinava a fatica le zampe insanguinate. Ricoverata d’urgenza presso la sede Enpa di Pistoia, è stata sottoposta ad un’accurata radiografia che ha rivelato la presenza di piccoli bussolotti in diverse parti del corpo. In particolare, un bussolotto premeva sulla colonna vertebrale, inibendone le funzionalità. Grazie alla perizia, alla tecnica, all’esperienza e all’impegno determinati e coraggiosi di una fisioterapista volontaria del centro Gianna è sfuggita ad un triste destino.

 

La gatta inaspettatamente sorpresa dal mirino del cacciatore è salva e si rimetterà presto: ma il problema degli incidenti venatori resta vasto e si configura come violazione delle disposizioni precise in materia. Infatti, sono sempre più numerosi i cani e i gatti feriti e uccisi nel corso di questo nuovo genere di sparatorie da selvaggio west, e i colpi – particolare non certo irrilevante – esplodono di frequente all’interno di proprietà private.

 

La denuncia dell’Enpa è incondizionata e si allarga fino ad includere tra le vittime della caccia gli stessi cani dei cacciatori, spesso tenuti senza cibo e in condizioni di ristrettezza estrema, rinchiusi in gabbie piccolissime tra escrementi e sofferenza, per essere eliminati criminosamente allorché l’età non consenta loro di essere più “utili” ai padroni.

È agguerrito l’affondo della Protezione animali, e non risparmia alcuna critica ad un’attività che arreca danni consistenti non solo ad un ecosistema che si regge sulla coesistenza di diverse specie di animali ma anche alla sicurezza pubblica.