Il termine letargo richiama l’idea di un lungo sonno, al riparo dalle temperature gelide, al calduccio di una tana. In realtà questo comportamento, in parte ancora oscuro, può manifestarsi con strategie differenti.

 

Alla base di questa condizione vi è un’abilità ereditaria, cioè la capacità dell’animale di variare il ritmo del proprio metabolismo, ponendo l’organismo in grado di sopravvivere sfruttando pochissima energia.
Rallentando all’estremo il battito cardiaco e la respirazione, abbassando fino a pochi gradi sopra lo zero la temperatura corporea, il sangue rilascia poco ossigeno ai tessuti e provoca uno stato di torpore.

Alcune specie cadono in un sonno profondo, restando praticamente immobili nella tana. È il caso del ghiro, che si “addormenta” per l’intero periodo invernale, sfruttando le riserve di grasso accumulate per sopravvivere. Altre, invece, emergono saltuariamente dallo stato di quiescenza (la sospensione delle funzioni vitali): lo scoiattolo, ad esempio, pur rifugiandosi in un posto caldo, esce sporadicamente per recuperare le scorte di cibo riposte.

 

Può essere considerato una forma di letargo anche il sonno aritmico: alcune specie, che vivono in ambienti soggetti a cambiamenti climatici improvvisi, hanno sviluppato la capacità di cadere in letargo per tempi brevi, riuscendo poi a ripristinare le proprie funzioni vitali in pochi istanti. Il colibrì, in condizioni di freddo intollerabile, è in grado di cadere in uno stato di torpore temporaneo.

 

Oltre al freddo gelido, anche il clima torrido può rivelarsi per alcune specie un nemico mortale. Accade, così, che alcuni rettili che abitano le zone desertiche, abbiano imparato a rallentare le funzioni vitali e a rintanarsi sotto le rocce per proteggersi dalle temperature troppo elevate.

 

Attualmente non è ancora possibile individuare i fattori che determinano questi meccanismi di autodifesa rispetto all’ambiente. Quello che è certo è che si tratta di un comportamento che ha origini molto antiche, probabilmente nato come risposta ai periodi di glaciazione per poi divenire un tratto ereditario.